Ricaricare le batterie

Sono scarica, esausta.
Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, era inevitabile arrivare a questo punto. Eppure eccomi qui, con gli occhi gonfi, il viso stanco e la mente ingarbugliata.
Non è facile rendersi conto di essersi scaricati, ve lo posso assicurare. Pensavo che fosse solo un periodo con più rotture di palle, finché poi non sono arrivata al punto di rottura e mi sono dovuta arrendere. A cosa, direte voi? Al fatto che ci sono momenti nella vita in cui bisogna un attimo fermarsi e renderci conto che non abbiamo più energia.
Quante volte ci siamo sentiti dire “Ah vabbè dai, fatti una dormita e ti riprendi!” come se effettivamente una buona dose di sonno potesse ricaricarti le energie. Quelle fisiche sì, sicuramente, ma per quelle mentali non basta il sonno. Non basta pensare positivo o far finta di averle, quelle energie che vorresti.
Arriva un momento che devi renderti conto che “it’s okay not to be okay“, che puoi abbracciare questo momento di stanchezza e tristezza e che prima lo accetti e prima riesci a capire come superarlo. Negarlo, non fa altro che nutrirlo ed ingigantirlo e poi lì è tosta, quando di travolge senza che tu te ne accorga.
Sono sempre stata quella dal pensiero positivo e resto della mia idea che la positività è il motore che muove un animo felice. Ed è proprio questo il motivo per cui so anche che ci sono anche momenti in cui la positività è anche rendersi conto che essere stanchi ed accettare di non farcela non è per i perdenti. E’ da perdenti credere che questi segnali possono essere ignorati e far finta di nulla. Perché essere tristi è considerato così negativo? Siamo esseri umani, non possiamo avere il sorriso stampato sul viso ogni singolo giorno della nostra vita, 24/7. Non è proprio possibile, sarebbe innaturale e forzato. Ciò che è umano invece è avere la forza di dire “ok, oggi non ce la faccio e mi prendo il diritto di stare male, domani capirò come fare per cercare di migliorare questa situazione“, almeno per me.
Quindi sì, in questi giorni la mia batteria si tiene accesa a fatica. Complice anche il fatto che il momento in cui mi sono resa conto di essere scarica si è incrociato con il (mio) periodo peggiore dell’anno, ovvero il freddo e l’inverno, e la partenza di due persone della mia vita che riuscivano a farmi stare bene e mi sono state vicine in questo periodo di cambiamenti della mia vita. Mi sono sentita persa, mi sono sentita come se non avessi altro a cui appigliarmi perché tutti troppo lontani, tutti troppo presi con i loro problemi (che è anche giusto così direi) da sentirmi invadente, inopportuna a dire “Ehi, io sono qui e sono stanca, non ce la faccio se non mi riattaccate alla spina!“.
Poi mi sono ricordata di una cosa che ho sempre detto ma che in quel momento avevo dimenticato: “nessuno può salvarci perché solo noi possiamo farlo – con il tifo degli altri, certo, ma non possono essere loro a tirarci fuori dall’acqua“. E allora mi sono rimboccata le maniche, mi sono detta che era giusto dire no se non avevo voglia, era giusto dire basta se una cosa non mi stava bene e che è giusto dire “ho bisogno di fermarmi, ricaricarmi per poi ripartire“.
Ho abbracciato la mia stanchezza e la mia tristezza, le ho portate a casa con me e mi sono detta: “ok, questo momento ce lo prendiamo per rimettere insieme i pezzi, per accettare di non essere invincibili e cercare di capire da dove ripartire“.
E forse è stato proprio quello il momento in cui mi sono resa conto che forse l’invincibilità sta proprio lì, nella volontà di accettare che anche la tristezza e la stanchezza sono emozioni che vanno provate e che, nonostante tutto, sono capace di fermarmi e ripartire con le mie forze.

Ok sì, forse un po’ sono invincibile.

84f7285389c9c12275337e8a7a0d9e4b

 

4 pensieri riguardo “Ricaricare le batterie

  1. Il rischio di non voler ascoltare i segnali di avvertimento che il nostro corpo (molto più intelligente di noi) ci dà, è quello che poi non basti più fermarsi “un attimo” ma servirà formattare completamente il sistema.
    (Esperienza personale)

    "Mi piace"

      1. Molto difficile rendersi conto quando si è in totale “rush” professionale, ma non impossibile…..
        ognuno ha i propri limiti e solitamente si tende ad ignorarli come scrivi nell’articolo “ma si mi prendo un giorno e tutto torna a ok” pur troppo non è proprio cosi

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...